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Archiscultura 2000+ Questa proposta scultorea è stata creata per essere esemplificativamente la somma fra le arti, che più hanno risentito della crisi culturale di quest'ultimo '900, l'architettura e la scultura. Il titolo ARCHISCULTURA 2000+ è per riaffermare la forza espressiva di questi due linguaggi in un rapporto ARCHITETTURA-SCULTOREA, SCULTURA-ARCHITETTONICA (architettura abitabile). Da qui la forma rigorosa che tiene conto, anzi nasce dalla convinzione sulla centralità dell'uomo sulla natura e della natura sull'uomo e quindi ideata anche tenendo conto dei rapporti psicologici e fisico-dimensionali che possono intercorrere fra l'opera e il suo fruitore, l'uomo. L'opera vuole anche essere un omaggio all'architetto-artista-matematico Le Corbusier e al suo "le modulor", infatti la scultura è proporzionale in base alla sua nuova proposta di "sezione aurea". Le Corbusier cita "...l'architettura, la scultura e la pittura dipendono in modo specifico dallo spazio, legate alla necessità di regolare lo spazio, ciascuna con mezzi propri. Il punto essenziale che voglio affermare qui è che la chiave dell'emozione estetica è una funzione dello spazio." La scultura proposta è ideata per essere realizzata in legno lamellare di pino nordico e impregnato con colore ecologico rosso. altro materiale che ricorre nell'opera è il bronzo presente sotto forma di barre di lunghezza variabile con diametro di 25 mm. Le dimensioni sono L: 430cm, P: 430cm, H: 503cm. Con questa opera lo scultore Daniele Ligari è stato selezionato fra i 30 finalisti del premio di Scultura "Terzo Millennio - Terra Moretti". Una giuria di 11 esperti, presieduta da Pierre Restany che contava la presenza di figure di prim'ordine quali Mario Botta, Luciano Caramel, Giuseppe Chigiotti, Sandra Deighton, Gino Di Maggio, Enzo Di Martino, Vittorio Moretti, Fiorenza Mursia, Padre Costantino Ruggeri, Angela Vettese, ha selezionato in prima fase il progetto di Ligari tra i 756 pervenuti da tutto il mondo. Il progetto di Ligari testimonia la profonda sensibilità poetica ed estetica dell'autore, come ha notato il presidente Restany, il cui compito si presentava complesso in quanto si trattava di dare nuova configurazione ad una nuova epoca. La qualità della risposta si è rivelata tuttavia adeguata a questa richiesta perchè lo spirito e l'apertura ideale e fantastica ci hanno permesso di visionare un complesso di lavori di grande valore, confermando in questo la fede nell'arte. Il bozzetto di Ligari è stato selezionato dal fotografo Marco Anelli, insieme agli altri 29 finalisti del premio Terra Moretti, per la mostra itinerante curata da Adelaide Lucia Corbetta inaugurata il 7 novembre 2001 al museo diocesano di Brescia e in seguito a Milano negli spazi espositivi dell'agenzia Neri. |